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La Compagnia di balletto che porta il nome di una delle ballerine più famose nella storia della danza moderna, Martha Graham, la Martha Graham Dance Company, nel 90° anniversario, porta in scena uno spettacolo di grande effetto.
Dal 26 al 30 agosto 2015 in diversi orari, saranno presentate coreografie d’eccellenza per il Festival Jacob’s Pillow Dance, che si tiene ogni anno.

Impossibile resistere e non dare un’occhiata ai brani in programma; così ho pensato di caricarvi i link che sono riuscita a trovare per condividere l’emozione che scaturisce dal lavoro di questa importante compagnia.

Martha Graham (1893-1991) è stata sicuramente una “signora della danza” e ispiratrice di quanto è venuto dopo, nell’evoluzione delle tecniche del movimento del corpo in ambito artistico di altissimo livello.

La tecnica Graham rimane uno studio particolare di “danza moderna”, che insegna a conoscere e sentire il proprio corpo (in modo specifico l’addome alto e il basso ventre), nel movimento armonico guidato dal controllo della respirazione, in modo preciso e ineguagliabile, che non può che arricchire anche uno studio prettamente classico o che sfoci ovviamente nella danza contemporanea.

In questo caso l’evento ha particolare risonanza.
Il programma della Compagnia, che si esibirà presso il Teatro Ted Shawn prevede:

https://youtu.be/3cYjJ0FtsPc Embattled Garden, repertorio di M. Graham (1958).

https://youtu.be/j9gzGhRwGm0 Echo coreografia del greco A. Foniadakis.

https://youtu.be/a8wbDUNYUrs Depak Ine coreografia di Nacho Duato (per Martha Graham Dance Company 2014)

https://youtu.be/k33z-sksBS4 (trailer AXE by Mats Ek… Première)
In quest’ultimo caso vi ho caricato il trailer del “Dance Film”, in quanto sarà una Prima Mondiale del progetto di questo autorevole coreografo.

Nel primo balletto si tocca in modo drammatico il tema dell”amore’. Il giardino è l’Eden ma lei è Lilith (la donna che viene prima di Eva). E questo amore profondo e contrastato non è puro perché ciò che lo circonda finisce per imporsi e lo intorbidisce, snaturandolo, privandolo delle sue regole più intime. La scarna scenografia si impone nel rilevare le forze contrastanti, orizzontale-verticale, sulla scena: albero e giunchi (decisamente stilizzati).

Il secondo brano ha la forza dinamica di Foniadakis. Il movimento individuale e d’insieme prevalgono sulla scena in un coinvolgimento continuo con il pubblico: un rimando costante di ogni parte del corpo che è interessata nel gesto danzato.

Nel brano di Duato c’è un deciso senso scenico del movimento dei danzatori, che obbliga lo spettatore a fissare lo sguardo sul corpo che muta posizione nello spazio.

Mats Ek stupisce sempre. Lo farà anche questa volta. Visionario, poetico, letale… Egli è talmente coerente con se stesso che i suoi brani sono penetranti, spesso pungenti e persino scioccanti.

In nessuna di queste coreografie mancherà l’intensità di un contatto vero.
Bisogna cercarlo e decidere se farsene sopraffare o dominarlo.

Stefania Sanlorenzo

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