Ohad Naharin al Ravello Festival Eventi


di Massimiliano Craus

Tutto è ormai pronto per il terzo appuntamento di danza al Ravello Festival 2017, sessantacinquesima edizione del festival wagneriano con Ohad Naharin e la sua Batsheva Dance Company. Per la prima volta sul belvedere di Villa Rufolo di Ravello, il gigante della coreografia israeliana porterà in scena mercoledì 19 luglio “Decadance”, una miscellanea creata nel 2000 per celebrare il primo decennio a braccetto con la sua compagine. Una miscellanea che comprende “Zina” (1995), “Kyr” (1990), “Telophaza” (2006), “Anaphase” (1993), “Mabul” (1992), “Sadeh21” (2011), “Naharin’s Virus” (2001), “Zachacha” (1998), “Three” (2005) e “Max” (2007), tutti estratti delle maggiori coreografie di mister Gaga. Eh sì, proprio lui, l’inventore del metodo Gaga pensato per aiutare il proprio fratello gemello autistico a superare i muri delle oggettive difficoltà dell’inclusione, dell’indifferenza e di tutte le problematiche afferenti le diverse abilità. Muri che sono anche i protagonisti voluti fortemente abbattere da Laura Valente, direttrice artistica della danza del Ravello Festival che si sta impegnando in prima persona a superarli con il sostegno imprescindibile della danza a tutto tondo. Ed il metodo Gaga è un supporto affidabilissimo, così chiamato per evocare i primi suoni dei neonati, ovvero un linguaggio del corpo aperto a tutti, un training  rivoluzionario praticato da danzatori e non-danzatori tanto che gli stessi interpreti della Batsheva si allenano quotidianamente con il metodo Gaga. Ma torniamo alla scena, quella calcata dai sedici interpreti della Batsheva Dance Company Etay Axelroad, William Barry, Yael Ben Ezer, Matan Cohen, Bret Easterling, Hsin-Yi Hsiang, Chunwoong Kim, Rani Lebzelter, Ori Moshe Ofri, Nitzan Ressler, Or Meir Schraiber, Maayan Sheynfeld, Yoni Simone, Amalia Smith, Bobbi Jene Smith e Zina (Natalya) Zinchenko, con le luci (creazione originale) ed il design palco di Avi Yona Bueno (Bambi), le luci di Eliav Refaely, la fonica di Dudi Bell ed i costumi (creazione originale) di Rakefet Levi. Un impianto assai complesso, dunque, come tradizione di Ohad Naharin che da quando nel 1990 venne nominato direttore artistico della Batsheva Dance Company, nel corso degli anni ha creato per la compagnia e la Batsheva-Young Ensemble, oltre trenta lavori innovativi. Le sue creazioni sono state documentate peraltro in numerosi film: le prove con la compagnia Cedar Lake Contemporary Ballet proprio durante la ripresa del titolo “Decadance” proposto a Ravello sono state oggetto del documentario “Out of Focus” del 2007 del regista  Tomer Heymann’s, mentre nel 2015, con la regia dei fratelli Heymann, è stato realizzato il documentario sulla vita di Naharin “Mr. Gaga”. Un personaggio parecchio in vista che, nato nel 1952 nel Kibbutz Mizra in Israele, ha iniziato la sua formazione prima come musicista e poi come danzatore, proprio nell’ambito della Batsheva Dance Company. Nel 1974 viene notato da Martha Graham che lo ha invitato a New York  per prendere parte alla sua compagnia e completare la sua formazione artistica, grazie ad una borsa di studio dell’America-Israel Cultural Foundation presso la School of American Ballet, proseguita  presso la Juillard School e completata con Maggie Black e David Howard. Nel 1980 è ritornato a New York e, nello stesso anno, ha creato insieme alla moglie, Mari Kajiwara (morta di tumore nel 2001) la Ohad Naharin Dance Company prima di vedersi catapultato alla guida della sua Batsheva proprio nel 1990. Un girovago della danza che poi ha ripiantato le proprie radici nella sua Tel Aviv dove lo è andato a stanare la direttrice artistica Laura Valente, impegnata come non mai ad abbattere tutti i muri possibili, fin dal primo dell’assenza perdurante di Ohad Naharin dal belvedere più bello del mondo da risalire attraverso i suoi tornanti mozzafiato nel segno di mister Gaga! E la missione pare compiuta, dunque, nel solco di “Decadance” e di tutti i buoni propositi sottoscritti dalla direzione artistica della Valente e dal suo celebre ospite. Ma non poteva bastarle tutto questo. Conoscendo la protagonista della danza del festival wagneriano, al secondo mandato consecutivo nella direzione artistica della danza/Tendenze e nuovi linguaggi/Progetti speciali e Formazione, non potevamo che scoprire dal suo cilindro l’ennesimo cammeo per i giovani, suoi soggetti privilegiati. Per martedì 18 la Valente ha infatti istituito una master Gaga per venticinque ragazzi e ragazze al Teatro Verdi di Salerno nel solco della programmazione ben più complessa del progetto “Abballamm’!”, fortemente voluto e sostenuto per sollecitare i giovani danzatori campani da lanciare nel professionismo che conta. Inestimabile valore aggiunto che ha finora ha accolto un impareggiabile consenso di pubblico e critica, tutto appannaggio della Valente e dei suoi stessi baldi giovani.    

 

 


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