Il sorriso sornione è sempre lo stesso, quello di un bravissimo ragazzo che festeggia trenta candeline di onorata abnegazione a Tersicore, sua musa ispiratrice di una vita. E di una carriera che l’ha legato indissolubilmente a Quarto, cittadina flegrea alle porte di Napoli dove ha sancito un sodalizio umano ed artistico che lo ricondurrà in scena con la sua Accademia Flegrea proprio il prossimo 7 dicembre in una serata di gala al Teatro Corona. Alla quale non mancheranno naturalmente amici, colleghi, appassionati e tantissimi giovani talenti passati per Via De Vivo. Sono passati diciassette anni da quando Milano mi attraeva parecchio – ammette Enzo Correale – con progetti avveniristici nei quali la danza andava a braccetto con la psichiatria. Dove la schizofrenia era l’oggetto di studio e la danza era scomposta al pari della musica dal dottor Paolo Ferrari. Ricordo che al Teatro Elicantropo di Napoli provai ad introdurre questa scuola di pensiero importata dal Centro Studi “Assenza” ma erano altri tempi, forse troppo in anticipo. E nel frattempo è passata altra acqua sotto questi ponti. Enzo Correale è un vero signore della danza, con un fare rassicurante che ha lanciato i suoi giovani sempre per mano, in Italia ed all’estero. Con soddisfazioni e gratificazioni che gli ultimi gioielli Valerio Palumbo e Gennaro Sorbino portano in giro per l’Europa, proprio come il loro maestro ha sempre lavorato e sperato. E pianto. E’ proprio così Enzo Correale, un maestro dal vecchio stampo dello stare in sala ed alla sbarra. Uno di quelli che scansa le vetrine a tutti i costi appannaggio della formazione e dell’approfondimento per sé e per i suoi talenti. Valga per ultima la Masterclass in street jazz and heels con Yanis Marshall, unica data in Italia proprio in Via De Vivo. A Quarto, quartier generale dell’Accademia Flegrea che ha scritto la storia della danza di questo territorio che evidentemente gli riconosce lo statuto di maestro al di là dei titoli e della sua formazione professionale. Con il giusto tributo che gli sarà riservato giovedì prossimo al Teatro Corona, un appuntamento inconsueto per il maestro e per l’uomo Enzo Correale che ha sempre declinato col sorriso ogni palco e vetrina per sé, con il piglio di chi preferisce stare un’ora in più in sala con i suoi giovani talenti. Gli anni sono passati ma il repertorio, la tecnica maschile ed il pas de deux restano il suo pane quotidiano in una moltitudine di accademie, associazioni artistiche e fondazioni che a vario titolo lo cercano, lo seguono e ne abbracciano lo stile cristallino e sornione. Quello dell’ultima chiacchierata nel suo ufficio a ricordare eventi ed incontri di trenta lunghi anni di danza. Fino a mettere il nero sul bianco di questa serata di gala del 7 dicembre al Teatro Corona della sua immancabile Quarto. E così scorreranno veloci sul palcoscenico i vari titoli “Omaggio a Paganini” di Marialuisa De Rosa, “Canone Inverso” di Enzo Correale, “All the Way up” di Andrea Veneri, “Panta Rei” di Michela Ricciardi, “Infiorata a Genzano” ed “Il Cigno Nero” ripresi a quattro mani da Mariolina Matarrelli e naturalmente da Enzo Correale ripresi in diretta streaming da Enzo Conte per la trasmissione “Arte & Cultura” in onda su MondoWeb. Con la chicca del giovanissimo fotografo Matteo Lughetta che frequenta ancora il terzo anno multimediale ed audiovisivo del Liceo “Boccioni-Palizzi” di Napoli e che già sarà protagonista tra i protagonisti. Tutti insieme in un immaginifico abbraccio all’Associazione Genitori Oncologia Pediatrica che nell’acronimo dell’AGOP accompagnerà Enzo Correale ed i suoi baldi giovani nella serata di gala con l’incasso devoluto totalmente in beneficenza. Proprio come nelle corde trentennali del maestro.    

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