di Massimiliano Craus

Sono passate sette edizioni da quando Gaia Lemmi ha creato il suo Livorno in Danza ed i risultati hanno ampiamente superato ogni più rosea aspettativa. In termini numerici e soprattutto qualitativi!
A cominciare dai mille talenti che ogni anni giungono in città via terra e via mare a colorare il Teatro Goldoni di Livorno con l’entusiasmo dei giovani e giovanissimi partecipanti del festival in scena dal prossimo 9 al 12 febbraio 2018.
L’avveniristico tetto trasparente del teatro è probabilmente il simbolo della credibilità della direzione artistica conseguita negli anni ed oltre i confini d’Italia e d’Europa, con ragazze e ragazzi provenienti da ogni dove.
Le presenze più significative e con una certa continuità – spiega proprio Gaia Lemmi – sono le scuole brasiliane, spagnole, greche, russe e maltesi, ma non ci si deve dimenticare di gruppi provenienti da Messico, U.S.A., Bielorussia, Giappone, Romania, Danimarca, Olanda, Francia, Ucraina, Svizzera, Austria e Germania in un turbinio di emozioni che riempie letteralmente la città ed i suoi alberghi con un divertito ed appassionato andirivieni di adolescenti per le strade e le piazze di Livorno. Che affacciata sul mare con il suo antico torrione della Fortezza Vecchia è pronta a veder salpare dal suo molo i migliori interpreti della Tersicore che verrà. Proprio come l’ha vista in tempi non sospetti la matita di Fabio Franchini che ha ridisegnato la sua città impressa nel logo del festival più amato a Livorno e senz’altro tra i più frequentati al mondo.
Con un successo che cresce di anno in anno a braccetto con gli ospiti salienti del panorama internazionale che nelle scorse edizioni hanno dato lustro alla kermesse e credibilità ai voti del palcoscenico, alle lezioni delle sale ed alle audizioni di un futuro più radioso per molti partecipanti. Questo è il mondo della danza visto da Gaia Lemmi, ovvero all’insegna del successo individuale e collettivo a sostegno di Tersicore, musa ispiratrice della direttrice artistica del “Livorno in Danza”.

Ma chi sono i protagonisti di questa ottava edizione? Ci risponde la stessa Gaia Lemmi, a cominciare dall’israeliano Igal Perry, direttore del Peridance Center New York; l’ungherese Tamas Moricz (co-direttore del Balletto Reale delle Fiandre); il francese Stephen Delattre, direttore del Delattre Ballet Company; il britannico Julie Wherlock, direttrice del Ballettschule di Basilea; la statunitense Maurice Causey, già nome di spicco del Forsythe Frankfurt Ballet e NDT, nonché il direttore del DAF e Spellbound Mauro Astolfi. Nomi che seguono il filo conduttore del passato e degli altri ospiti che hanno contribuito al successo d’oltralpe del “Livorno in Danza” quali Virginie Mecene (direttrice Martha Graham Center New York), Constança Couto (Conservatorio Nacional di Lisbona), Teresa Kelsey (Trinity Laban di Londra), Stéphane Fournial (Scuola di ballo Teatro San Carlo di Napoli), Biagio Tambone (già Teatro alla Scala di Milano), Pompea Santoro (Ekodance Project Torino), Anna Maria Prina (già direttrice dell’Accademia del Teatro Alla Scala di Milano), Savina Marasi (Henny Jurriens di Amsterdam) e molti altri. Tuttavia le audizioni del 12 febbraio sono destinate a diventare il fiore all’occhiello di questa ottava edizione, al di là naturalmente del concorso dei giorni prima che funge da motore principale dell’intera macchina organizzativa. Il Teatro Goldoni cederà il passo alle sbarre dirette dai maestri invitati ad hoc per scovare danzatori a partire dai dodici anni di età per poi accedere a percorsi formativi intensivi presso il Peridance Center di New York, il DAF di Roma o la Ballettschukle di Basilea. Un invito alla grande danza irrinunciabile per moltissimi talenti che affolleranno per quattro giorni la città come ormai accade da sette anni a questi prossimi giorni di febbraio. Del resto le buonissime occasioni per scegliere “Livorno in Danza” sono rimaste impresse negli occhi del pubblico e dei ballerini che hanno lavorato fianco a fianco per poi essere scritturati nelle istituzioni del Peridance Center di New York, dell’Accademia di Basilea in Svizzera, del Balletto Reale delle Fiandre in Belgio, del DAF di Roma, della Delattre Ballet Company di Mainz in Germania, della Henny Jurriens Foundation di Amsterdam, del Raça Centro de Arte di San Paolo in Brasile.  

Ad ennesima dimostrazione del ruolo centrale di Livorno nella danza che verrà. Con il valore aggiunto di una serie di premi accattivante, come la stessa Gaia Lemmi ci ricorda congedandosi: i risultati vengono determinati dalla somma matematica dei voti espressi dai giudici. I premi per i vincitori di ciascuna categoria del “Livorno in Danza” sono autentiche opere d’arte, uniche nel loro genere. Infatti vengono coniate delle medaglie in metallo, appositamente ed esclusivamente realizzate con il logo dell’evento. Tra i vincitori di categoria viene eletto il vincitore assoluto, che si aggiudica un’opera interamente realizzata a mano dalla Cooperativa Sociale Blucammello ed un rimborso in denaro messo a disposizione dalla famiglia di Paola Dolci. Il vincitore della Composizione Coreografica si aggiudicherà invece un altro premio in denaro messo stavolta a disposizione dell’azienda Antheo, leader nella produzione di tappeti danza ed attrezzature per sale danza. Nel corso del Galà dei finalisti verranno sorteggiati degli spettatori che andranno a formare la “giuria Popolare”, eleggendo il titolo di maggior gradimento del pubblico. Questo premio prevede un rimborso offerto da Radio Incontro, radio ufficiale dell’evento.

Tutte le informazioni sono tuttavia disponibili sul sito ufficiale del festival www.livornoindanza.info

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