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“Gisellə” della Compagnia Cornelia al Teatro Carcano di Milano

coreografia / Nyko Piscopo

danzatrici e danzatori / Mimmina Ciccarelli, Nicolas Grimaldi Capitello, Leopoldo Guadagno, Eleonora Greco, Raffaele Guarino, Francesco Russo, Sara Ofelia Sonderegger, Matilde Valente

in video / Marina Iorio, Giuseppe Li Santi, Samantha Marenzena, Rita Pujia, Chiara Saracco

sound design e musiche originali / Luca Canciello 

scenografia / Paola Castrignanò

costume design / Daria D’Ambrosio / Pina Raiano (video)

video Artist / Andrea de Simone aka Desi

responsabile tecnico / Cosimo Maggini

produzione / Cornelia

co- Produzione / Scenario Pubblico – Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la danza

con il supporto / ATERBALLETTO – Fondazione Nazionale della Danza; Asti Teatro, Officine San Carlo 

durata / 60’ 

prima assoluta 7 febbraio Astra di Torino nell’ambito della stagione del TPE


Gisellə della Compagnia Cornelia arriva a Milano al Teatro Carcano di Milano il 5 e 6 aprile. Lo spettacolo è ispirato al balletto romantico per antonomasia, Gisellə viene reinterpretato dal coreografo Nyko Piscopo per esaltare il tema dell’amore oltre il genere, il pregiudizio e linganno in un tempo attuale ancora stigmatizzato.

I danzatori e le danzatrici della compagnia Cornelia ballano tra reale e virtuale questo capolavoro intramontabile che trova qui una nuova narrazione e dimensione contemporanea anche grazie alle musiche originali composte da Luca Canciello. 

Insieme al codice coreutico, la seconda parte dello spettacolo si sviluppa anche in una dimensione digitale con l’inserimento del progetto video La Danza delle Villi realizzato nell’ambito del Festival AstiTeatro46, esito di un laboratorio con danzatori, ex-danzatori e/o amatori della danza Over50.

Le Villi che, secondo le antiche leggende slave sono spiriti di donne morte prima di convolare a nozze che di notte popolano i boschi dove si vendicano con qualunque uomo facendolo danzare fino allo stremo, appaiono in Gisellə inermi e inafferrabili. Solo quando il loro sguardo si posa su Albrecht riescono a entrare in contatto con la realtà per compiere la loro missione vendicativa. 

La relazione tra virtuale e reale, ideata dal coreografo, vuole simbolicamente sottolineare come il digitale benché sia uno strumento straordinario per la condivisione, la memoria e l’accesso alle informazioni, può trasformarsi in una prigione invisibile, in cui intere generazioni rischiano di rimanere intrappolate.

 “Quando ho deciso di lavorare su un classico romantico ho pensato alla mia città (Napoli) e alla sua tradizione popolare e musicale per raccontare quel sentimento che accomuna tutti i popoli e tutte le classi sociali: il tema dell’amore eterno che è presente da sempre nella vita di ogni essere umano ed è protagonista di testi scritti, canzoni, raffigurazioni visive e in tutte le altre discipline artistiche.

È una tematica contemporanea e anche, direi, futura: quella di Giselle è una storia di relazioni umane che io voglio riportare in scena all’interno di dinamiche sociali più vicine al nostro periodo storico toccando tematiche come la questione di genere. 

In senso drammaturgico, lequivoco ed il ribaltamento del genere dei personaggi sono i meccanismi con i quali voglio raccontare un dramma come quello di Giselle: il concetto di en travesti, per esempio, è una trovata scenica e performativa molto interessante se pensiamo che il costume, nella dimensione attuale, non decreta più il genere di una persona. Allo stesso modo anche il mezzo digitale, usato come teatro nel teatro, è uno sviluppo che mi interessa per evidenziare lo status attuale di una società troppo dipendente da uno schermo.

Il capolavoro originale si basa proprio sulla contrapposizione di due caste differenti e sull’impossibilità comunicativa tra di esse; in questo caso sono due generazioni che non comunicano: una poco propensa all’ascolto ed una molto confusa. E in mezzo c’è chi guarda, chi giudica, chi si pone al di fuori di ciò che è attualità”.    Nyko Piscopo (note di regia) 

 

RECENSIONI

“Audace, per niente scontata. (…) Vi sono almeno due intuizioni intriganti e ben pensate: Gisellə quando si scopre tradit* si frizza, letteralmente muore per congelamento (e qui Leopoldo Guadagno dà il suo meglio: è una immobilità rabbiosa epperò sofferta, come una rediviva Straccia-capelli- Fracci); lui, Albrecht, il farabutto traditore (Nicolas Grimaldi Capitello maturato e in grande forma) tenta di riscaldarl* ma invano, il corpo gli si spezza proprio fra le braccia; segue un lutto collettivo che è una grottesca gran cagnara (ma la splendida Eleonora Greco, qui Batilde poi suora/badessa che dirige il funerale, mi rassicura: «a Napoli, quando muore qualcuno, facciamo sempre così») poi, per la parte delle Willi, Mirta è nel primo piano di uno Yul Brinner circondato da casalinghe in forma di spettri che sciabattano in uno spazio video, e che dal video (il filmato è il lago del secondo atto) martorizzano il corpo vivo del farabutto traditore manipolandone i gesti (il virtuale insegue e opprime, come nei sogni, il reale); il maledetto verrà salvato, nuovamente. I bellissimi costumi sono pensati quasi come corpi di uno spettacolo a parte, anch’essi tutti costretti in questo ingegnoso, difficilissimo bianco”. Stefano Tomassini, Teatro&Critica

 

“A immettere un diverso fremito all’iconico balletto romantico, con una personale, fantasiosa, lettura e visione che fa del concetto di en travestì, e dell’amore oltre il genere, il tema è il coreografo Nyko Piscopo. 

(…) Tutto è candido, puro, dentro la lattiginosa scena costellata di funzionali assi – si aprono a ventaglio, diventano capanne, poi bosco, rifugio degli animanti, angolo da spiare – che pulsa di sonorità, di silenzi, di pacati ominacciosi riverberi elettronici (di Luca Canciello). Il gioco di attrazione e seduzione è nei dettagli gestuali della coppia – giocosi, sensuali, sofferenti – con al centro la contrastante Bathilde (bravissima Eleonora Greco, di stampo bauschiano), figura ibrida che sembra assumere la parvenza di Hilarion. Anima napoletana, Piscopo attinge a suggestioni del suo territorio accentuando la teatralità – come nel grottesco funerale con a capo una badessa -, e immaginando le vendicative Villi non più fanciulle ma adulte, intrappolate dentro una realtà virtuale, in un efficace filmato che le riporta dall’oltretomba (con una fantasmatica land notturna) per assumere gesti taglienti rivolti al fedifrago rimasto solo e smarrito nella penombra”. 

Giuseppe Distefano, Danza&Danza

 

Cornelia è una compagnia di danza fondata nel 2019 a Napoli da Nyko Piscopo, Nicolas Grimaldi Capitello, Eleonora Greco, Leopoldo Guadagno e Francesco Russo. Dall’anno 2021 Cornelia è sostenuta dal Ministero Italiano della Cultura come organismo di Produzione Danza under 35 e dal 2023 dalla Regione Campania. 

Sviluppa le proprie produzioni in una dimensione artistica tra tradizione ed innovazione – past/present/future – con l’obiettivo di mettere in discussione i codici della danza e creare uno spazio di ricerca consapevole sul corpo in movimento. La compagnia si nutre di collaborazioni con professionisti di altre discipline, quali digital & visual artist, per rendere la creazione artistica più fluida e libera. In questo scenario dinamico accresce l’attenzione verso temi contemporanei come l’inclusività del corpo danzante in ogni sua forma ed estetica, il bisogno espressivo delle nuove e vecchie generazioni. Cornelia è una donna adulta e POP che ha necessità di esprimersi e la sua immagine rappresenta l’idea culturale ed artistica del nostro Team. 

 

Nyko Piscopo è un coreografo che intreccia balletto e danza contemporanea in una tessitura teatrale e sociale, capace di evocare emozioni profonde. Dopo le prime esperienze in prestigiosi teatri nazionali europei, esplora nuovi linguaggi artistici, approdando in festival internazionali come FIDCDMX a Città del Messico, il Fringe di Istanbul e l’High Fest in Armenia. Nel 2019 fonda CORNELIA, creando opere di grande impatto come Memento, Sleeping Beautywork bi**h! e Threesome, vincitore di premi prestigiosi. 

Le sue creazioni, sostenute da enti quali Aterballetto e Scenario Pubblico, rileggono i classici con uno sguardo innovativo e si distinguono per una coreografia raffinata e comunicativa. 

Laureato con lode all’AND, vince Resid’And 2023 e successivamente la sua arte si espande anche nella prosa con registi come Davide Iodice e Lino Musella, in un’instancabile ricerca di bellezza e significato.

TEATRO CARCANO MILANO Corso di Porta Romana, 63 Milano – T 02-55181362 – info@teatrocarcano.com – Orari: 5 aprile ore 20.30 e 6 aprile ore 16.30

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