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TREPIDANZA

  1. f. [der. di trepidante], Stato d’animo ansioso, sospeso fra la speranza e il timore.

 

TENDANCE, festival di danza contemporanea nella provincia di Latina giunge alla XIII edizione, inizia con una residenza a Sezze, prosegue con Chaosia, performance di danza di comunità, a Piazza del Popolo a Latina, si sposta a Pontinia con tre spettacoli, di cui uno della compagnia belga Wooshing Machine per la prima volta nel Lazio, a cui si aggiunge il tradizionale incontro Scrivere la danza, riflessione sulla narrazione della danza che mette a confronto critica e letteratura. Ritorna poi a Latina, nei tre spazi che traducono la nostra visione della danza e della sua adattabilità a differenti contesti e spazi: il museo Duilio Cambellotti, OperaPrima Teatro e il museo MADXI. Le prime nazionali di quest’anno saranno Hansel e Gretel Alteration di Vidavè Crafts e TRACCElooking for a place to die di Sara Capanna, Barbara Canulli e Michele Scappa, vincitori dell’edizione 2022 del Premio Theodor Rawyler, il cui vincitore dell’edizione 2023 sarà annunciato durante il festival, il 21 maggio. In ultimo segnaliamo la presenza, il 27 maggio dell’artista iraniana Masoumeh Jalalieh in Italia con B_or der, che oltre a Latina è stata ospitata con questo lavoro solo a Palermo e a Roma.

Novità di quest’anno è la presentazione, il 26 maggio, della performance di danza di comunità anche a Capo Portiere.

 

Di seguito le note dei nostri direttori artistici e il ricchissimo programma.  

Siamo in un momento di sospensione. I teatri sono di nuovo aperti, ma il rapporto del pubblico, della società stessa, con lo spettacolo dal vivo, stenta a ritornare quello di prima. In un mondo che correva a velocità pazzesca verso l’idea che “qui e ora” non è più necessario, verso la possibilità di essere contemporaneamente in più posti, la chiusura forzata dovuta alla pandemia ha dato l’accelerazione definitiva.

E a noi, cosa ci muove? Il teatro, che ancora chiede la presenza fisica dello spettatore.  

E stiamo così, nel vortice del cambiamento, in trepidanza, in attesa, sospesi fra speranza e timore. Ma non fermi. Continuiamo a muoverci. A immaginare. A programmare. A tessere fili di relazioni tra artisti e territori. Tra scuole e teatri. Tra musei e centri anziani.

Continuiamo, in direzione ostinata e contraria, a fare spettacoli dal vivo, che iniziano a quell’ora e in quel luogo. 

E per prendervi parte ci devi proprio essere, col tuo corpo, a quell’ora e in quel luogo.

Noi ci siamo. A Latina. A Pontinia. A Sezze. Ancora una volta. 

Con il nostro festival di danza contemporanea. In alcuni momenti più timorosi e in altri più speranzosi. Trepidanti e pronti.


E la stessa trepidazione è quella che anima i nostri compagni di viaggio, i nostri complici, i nostri amici, senza i quali tutto questo non sarebbe possibile: da OperaPrima Teatro a MAT spazio_teatro di Sezze, dall’ATCL al MADXI museo contemporaneo, dal Teatro Fellini di Pontinia, dal Museo Cambellotti, dal Premio Twain Direzioni_Altre a Res Extensa e al Festival Teatri di Vetro. E sappiamo che trepidanti saranno anche gli artisti di questa edizione, da Lorenzo Covello, alla Compagnia Abbondanza Bertoni, da Emanuele Rosa e Maria Focaraccio, a Manfredi Perego, Ariella Vidach, Martina La Ragione e Andrea Rampazzo, a Simona Bertozzi, Arianna Berton, Francesca Santamaria. 

 

PROGRAMMA TENDANCE 2023 

TREPIDANZA

LATINA

da febbraio a giugno due incontri al mese

costituzione gruppi di partecipanti “Chaosia” e laboratori/prove

 

Piazza del Popolo 19 maggio 

ore 18.00 

Chaosia / performance urbana collettiva di community dance 

PROGETTO SPECIALE

A cura di Enrica Felici e Francesca Schipani – PinDoc 

Chaòsia, il vuoto e la città è un laboratorio di community dance che vuole costruire, sperimentando nuovi assetti, una città immaginaria, Chaòsia, nella quale lo spazio vuoto si spoglia della paura del niente e diventa ponte, creando attraversamenti tra un pieno e un altro. 

L’attraversamento inizia con una evidente suggestione letteraria: Chaosia è la cinquantaseiesima delle Città invisibili di Calvino, come se l’ultima pagina di quel libro, quel punto di fine, mutasse e diventasse un’imbarcazione che fa rotta verso il nostro luogo da abitare. Un luogo di ponti e relazioni, di mescolanze e tentati equilibri, di pareggi e compenetrazioni, tra io e l’altro, tra vuoto e pieno, tra chiasso e silenzio, tra lontano e vicino, tra timore e abbandono al piacere delle possibilità. Un luogo in cui non esista un unico centro già pieno e completo in se stesso, che attrae verso di sé, in quanto custode di apparente importanza o presunta verità, ma una policentricità composta dalla complessa pienezza di ogni essere umano, sostenuta da quel vuoto che dà margine di scelta alla vista, alle intenzioni, al desiderio e che supporta la lenta ricerca di strumenti comunicativi.

 

Museo Cambellotti 20 maggio 

ore 17.00 

We are present / Fabio LibertiMuovi 

PRIMA REGIONALE

Autore e coreografo: Fabio Liberti

Danzatori: Eva Johanna Forsehag e Jernej Bizjak

Produzione: MUOVI/Fabio Liberti (DK)

WE ARE PRESENT è una performance/evento che assottiglia la linea separatrice tra processo creativo e performance. Accompagna il pubblico all’interno del processo che si cela dietro una creazione coreografica dando la possibilità di parteciparvi attivamente. 

Spettatori e spettatrici avranno un ruolo determinante nell’indirizzare creativamente il lavoro, grazie a semplici input che il coreografo e i danzatori dovranno elaborare e interpretare istantaneamente, influenzando così la costruzione del pezzo fino a diventarne parte integrante nella fase finale. Un giocoso dispositivo partecipato che attinge all’energia e alla spontaneità di un momento unico e irripetibile, ispirato specificamente dall’energia di coloro che sono presenti in quel preciso momento.

“La creatività non si limita alle persone che praticano una delle forme d’arte tradizionali, e anche nel caso degli artisti, la creatività non si limita all’esercizio della propria arte. Ogni essere umano ha un potenziale creativo” (Joseph Beuys, New York 1979)

 

OperaPrima Teatro 20 maggio 

ore 21.00 

Fitting / Nicolas BaffoniHunt CDC

Di e con: Nicholas Baffoni Camilla Perugini

Assistenza alla drammaturgia: Marco Lattuchelli 

Musiche: Händel 

Sostegno: Ass. Culturale Hunt CDC – Alloggiando Art Fest 

Creazione selezionata per la Vetrina della giovane danza d’autore 2022 – Network Anticorpi XL | II premio al Concorso Internazionale di coreografia Premio Roma Danza 2022

Non giudicare un uomo se non hai camminato per tre lune nelle sue scarpe.

 (Proverbio Sioux)

Fitting racconta di relazioni, un sistema complesso e dinamico, criptico ed enigmatico che troppo spesso resta sottotraccia. Fitting abita incontri concreti, trascorsi impalpabili, convivenze simbiotiche; diventa un dialogo fra gli interpreti che si prepara, si struttura, si formalizza, si snocciola, si frantuma sotto gli occhi dello spettatore. Appunti di racconti passano letteralmente per le scarpe indossate. Un andare reiterato che può condurre però ad un percorso preciso. Un gioco d’empatia, che si muove spazialmente in punti precisi della scena e di cui non si conosce chiaramente il finale. 

Forse perché nelle relazioni i contorni della parola “fine” non sono mai nitidi?

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ore 21.30 

Hansel e Gretel Alteration / VIDAVE’ Craft – Associazione Contart 

PRIMA NAZIONALE

Produzione: DanceHausPIÙ
con il sostegno di Scenario Pubblico e Associazione Insieme Arte
Coreografie: VIDAVÈ Crafts
Danzatori: Fabio Cavallo, Noemi Dalla Vecchia, Chiara Mocci, Matteo Vignali
Musica: 1°parte (Noto ft. Sakamoto, Stimming ft. Lambert) 2° parte (Duval Timothy ft. Rosie Lowe, Ö aka Nomak)
Composizione audio: Matteo Vignali
Costumi: Francesca Messori
Ombre: supervisione di Ayumi Makita & Barbara Lachi
Scenografia: VIDAVÈ Crafts
Disegno Luci: VIDAVÈ Crafts
Alterando la struttura narrativa della celebre fiaba dei fratelli Grimm, trasponendo i personaggi della storia in un’altra dimensione, l’opera pone la sua attenzione sulla liquidità della famiglia contemporanea e sui relativi disagi educativi che questa reca all’adolescente. Tre protagonisti, dei personaggi fluidi, vivono all’interno di un’ambiente asettico dove prevale individualismo e consumismo. Durante i melodici dialoghi familiari, le parole che prima servivano ad assecondare i bisogni materiali, si trasformano in richieste di comprensione. I contorni delle relazioni diventano così labili da permette ad una figura oscura di irrompervi all’interno sconvolgendone l’equilibrio. I giovani-adulti rimangono intrappolati in un presente dove nessuno è veramente presente, un luogo dove l’amore è spesso pura illusione. 

 

OperaPrima Teatro 21 maggio 

ore 16.00 

Proclamazione vincitore Premio Theodor Rawyler 2023

La sesta edizione del Premio Theodor Rawyler, creato in memoria di uno degli ideatori e direttori di Tendance, ha lo scopo di promuovere e sostenere la produzione e la diffusione di progetti originali nell’ambito della danza contemporanea, favorendo il lavoro di artisti emergenti.

Tra le numerose proposte arrivate la direzione artistica ha individuato cinque progetti destinati ad evolversi in spettacoli di danza, fra i quali la giuria, sceglierà il vincitore che otterrà un contributo alla produzione e l’inserimento del progetto compiuto in prima assoluta nella programmazione del Festival Tendance 2024. Grazie alla collaborazione con Twain – Centro Produzione Danza Regione Lazio e con Porta d’oriente – Centro di Produzione Res Extensa di Bari, il vincitore sarà inserito nella programmazione 2024 del centro di residenza laziale, mentre uno dei cinque finalisti, a scelta della direzione artistica del centro, sarà inserito nella programmazione 2024 del centro pugliese.

La giuria è composta da: Elisa BarucchieriPorta d’Oriente/Centro di Produzione res Extensa, Ricky BonavitaFestival Tendance, Natalia CasoratiFestival Interplay, Daniele Del PozzoFestival Gender Bender, Isabella Di ColaATCL Lazio, Francesca ManicaRomaeuropa Festival, Loredana ParrellaFestival Direzioni Altre, Alessandro PontremoliUniversità degli Studi di Torino.

 

Progetti finalisti:

Dimenticanti di Nicola Manzoni e Lunella Cherchi

Form 0 di Riccardo Buscarini

In the absence di Travis Clausen – Knight e James Pett

Rosso – atto di sopravvivenza di Danilo Smedile

C’era tutta la materia del mondo di Sara Sicuro

 

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ore 21.00 

TRACCE | looking for a place to die / Sara Capanna, Barbara Carulli e Michele Scappa 

PRIMA NAZIONALE

 

Di e con: Sara Capanna, Barbara Carulli, Michele Scappa

Musiche originali: Joaquin Nahuel Cornejo

Luci: Paolo Pollo Rodighiero

Costumi disegnati da: Jacopo Battisti e realizzati da Chiara Rontini e Irene Bruscoli

Coproduzione: Company blu/Tendance-Rosa Shocking

Con il sostegno di: Anghiari Dance Hub e Armunia

Selezionato per la vetrina della giovane danza d’autore eXtra 2022 – Network Anticorpi XL

Vincitore Premio Theodor Rawyler 2022


«Quella che sono stata una volta non si ricorda più di quel che sono adesso […] parlatemi della morte, della fine di tutto, affinché io senta una ragione per ricordare…».
(Il marinaio, F. Pessoa)

Tre corpi si (con)formano in figure, che sfuggono all’accecamento luminoso esponendosi al buio. Il loro è un luogo altrove, dove il presente, che potrebbe essere già stato o che potrebbe esistere, può solo essere ricordato o immaginato. Tracce | Looking for a place to die è un viaggio alla ricerca di un con-vivere e di un con-morire: una crisi attraversabile con il gioco della matassa, descritto da Donna  Haraway, «tramite grovigli e zigzag che necessitano di passione e di azione, di momenti di stasi e di mosse improvvise, di ancoraggio e di slancio».

 

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ore 22.00 

All you need is / Emanuele Rosa e Maria FocaraccioC&C Company

Vincitori PremioTwain_direzioniAltre 2022

 

Concept e coreografia: Emanuele Rosa e Maria Focaraccio 

Performance: Emanuele Rosa, Maria Focaraccio, Armando Rossi

Musica: David Gold & Gordon Rees, John Surman, Bee Gees

Luci: Cristina Spelti

 

Partendo da figure di alcuni balli di coppia tradizionali quali il tango, il valzer, la salsa… all you need is intende esplorare e mettere in discussione la logica delle opposizioni binarie che dominano il nostro sistema di pensiero, la nostra cultura e la nostra società attraverso l’intromissione di un terzo elemento “nella relazione”. Sulle note di una famosa composizione di John Surman, una danza a tre fatta di continui incastri, equilibri e interconnessione fisica prende forma, come metafora di una diversa costellazione di relazione. Di che cosa si ha bisogno per continuare a coesistere in una relazione tra più di due elementi? Com’è possibile trovare e mantenere l’equilibrio e il ritmo tra tutti? A quale costo?

 

Riconoscimenti: creazione vincitrice Premio Twain_direzioniAltre 2022 e selezionata alla Vetrina della giovane danza d’autore eXtra 2022  – azione del Network Anticorpi XL. Progetto vincitore del bando Start and Go (progetto del Comune di Genova). 

 

Capo Portiere 26 maggio 

ore 18.00 

Chaosia / performance urbana collettiva di community dance 

PROGETTO SPECIALE

 

A cura di Enrica Felici e Francesca Schipani – PinDoc 

 

Museo Cambellotti 27 maggio 

ore 17.00 

 

Il mondo altrove / Nicola GalliTir danza

Concept e coreografia e danza: Nicola Galli

Musica: Giacinto Scelsi, 3/4 had been eliminated

Maschere e costumi: Nicola Galli

Produzione: TIR Danza, stereopsis

Co-produzione: MARCHE TEATRO / Inteatro Festival, Oriente Occidente

Residenze artistiche: DID Studio / Ariella Vidach, Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave / Kilowatt), Oriente Occidente Studio_Passo Nord con il supporto di: Rete Almagià

 

Il mondo altrove: una storia notturna è una creazione coreografica in forma di rituale danzato che celebra il moto di un mondo inesplorato.

La creazione traccia un percorso ideale tra Occidente e Oriente, ispirandosi ai rituali indigeni dell’America del Sud, ai simboli del teatro Nō giapponese e alla ricerca musicale di Giacinto Scelsi.

La creazione presenta una figura sciamanica finemente adornata per condurre una cerimonia magica e senza tempo. Il suo movimento e i lineamenti del suo volto offrono al nostro sguardo il rituale di una possibile tradizione altra, agito all’interno di uno spazio del sacro che accoglie l’esito di una convivenza armonica tra habitat naturale e azione umana.

Un dialogo gestuale – espressione di sostegno vicendevole, dono perpetuo e comunione universale – si dischiude, invitandoci a decifrare i “geroglifici” di questa civiltà ignota e selvatica e ritrovare la nostra umanità nel riflesso dell’incontro.

 

MADXI 27 e 28 maggio 

MADDonna/ mostra di arte contemporanea al femminile a cura di Fabio D’Achille

 

MADXI 27 maggio 

ore 20.45 

Danza a tratti / Ricky Bonavita Compagnia Excursus

 

Coreografia: Ricky Bonavita

Interprete: Antonio Taurino

Musica: Erik Michael Karlsson

Costumi: Daniele Amenta e Yari Molinari

Produzione: PinDoc

Con il sostegno di MiC e Regione Siciliana

 

Un personaggio surreale, con note sia angeliche che diaboliche, è avvolto da un’aura impalpabile caratterizzato da un ambient idealmente naturalistico e al tempo stesso onirico. In stretto rapporto con il luogo-scena, si muove fisicamente ed emotivamente percorrendo tracciati dell’animo e restituendo atmosfere contrastanti, materiche, esoteriche, del mondo sottile, dello spazio intangibile…

 

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ore 21.00, 22.00 e 22.45 

 

Touch in VR / Installazione performativa / Ariella Vidach e Claudio Prati – Aiep 

idea e regia: Claudio Prati e Ariella Vidach

coreografia: Ariella Vidach

interpreti: Ariella Vidach 

VR/HR ricerca e sviluppo: MEETintermedialab

sviluppatrice: Flavia Amato

programmazione VR e Mozilla Hubs: Giovanni Landi  (ArchonVR Sagl)

co-produzione: Avventure in Elicottero Prodotti, Ariella Vidach AiEP/MEET/intermedialab/Digital Culture Center/DiDstudio

in collaborazione/partenariato con: MEET(IT)Digital Culture Center | FIT Festival Internazionale del Teatro e della scena contemporanea – Lugano-CH | SUPSI FABLAB/LCV di Lugano (CH)

con il sostegno di:  Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura, DAC Comune di Lugano | MiC Ministero della Cultura | Comune di Milano

 

TOUCHinVR è un’installazione laboratoriale in realtà virtuale che propone una condizione spazio/temporale inconsueta e chi partecipa è posto al centro di un’esperienza unica, che coinvolge tutti i sensi e nella quale è possibile percepirsi e percepire la presenza degli altri. Attraverso una pratica coreografica immersiva e virtuale sarà possibile interagire con un danzatore/avatar da remoto e altri partecipanti in presenza, per elaborare una danza di contatto in forma virtuale.

 

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ore 21.15 

Ruggine / Manfredi PeregoTir Danza

PRIMA REGIONALE

 

Coreografia/danza: Manfredi Perego

Musiche originali: Paolo Codognola

Disegno luci: Roberta Faiolo

Un lavoro prodotto da Tirdanza, con la coproduzione di Milanoltre Festival, in collaborazione con Fondazione TeatroDue Parma, Europa Teatri.

 

Ruggine è una riflessione sul prodotto dell’antagonismo tra buio e luce nell’uomo.

Ruggine è un pensiero drammaturgico che tratta dell’oscuro, l’inquietudine, del capriccio, della sofferenza; osservando senza giudizio queste emozioni e le azioni che provocano.

Ruggine è una dedica alla zona che di solito si occulta con tanto impegno.

La coreografia non genera una risposta, ma piuttosto crea un sentiero che permette di immergersi e attraversare questi stati d’animo e sviscerarli senza pregiudizi. 

Come in una dedica liberatoria alla parte fastidiosa di noi stessi, la coreografia tratteggia e attraversa una sequenza priva di cronologia una rappresentazione ideale di ciò che solitamente viene considerato un difetto.

Il lavoro presentato in situazione site specific, presenterà un costume di colore nero. 

 

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ore 21.45 

Small living space / Antonio Taurino e-MOTION 

 

Coreografia e interpretazione: Antonio Taurino 

Musica: Antonio Vivaldi 

Produzione: Gruppo e-MOTION, 

con il contributo del MiC, della Regione Abruzzo, del Comune dell’Aquila e Operazione RESTART Creazione selezionata alla Vetrina 2022 del Network Anticorpi XL 

 

Questa altro non è che la drammatica storia di un uomo inscatolato nei propri pensieri, manipolato dalle proprie paure e preso a cazzotti dalle proprie sofferenze; perso, quindi, in un insano circolo vizioso. Un piccolo stralcio di realtà in cui la non accettazione di sé innesca un intenso meccanismo conflittuale: un’intima lotta con se stessi, uno scontro disperato contro un nemico invisibile. I pugni nel vuoto, le rovinose cadute e l’incalzante fatica fisica sono traduzione di uno status emotivo governato dal caos, una condizione che porta al non riconoscersi più, a non sentirsi più a proprio agio nei panni indossati o, addirittura, nella propria pelle. Questa altro non è che la drammatica storia di un uomo ‘senza volto’, che si nasconde dai pregiudizi della società; un uomo come tanti, fragile, ma che non vuole mostrarsi tale. Spogliarsi e mettersi a nudo sembra essere l’unica strada per essere accettati dagli altri o semplicemente da se stessi… Ma questa battaglia, ahimè, ha il sapore di sconfitta…

 

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ore 22.15 

 

B_or der / Masoumeh Jalalieh (Iran/Austria)

Choreografia: Masoumeh Jalalieh

Drammaturgia: Ines Minten

Musica: Payman Abdali (secondo capitolo)

Coproduzione: ALDES!

Con il support di: STUK (Leuven), SPAM! (Porcari), Eindorf (Vienna)

 

“A caged bird stands on the grave of dreams his shadow shouts on a nightmare scream his wings are clipped and his feet are tied so he opens his throat to sing.”

Maya Angelou

 

Le persone sono costantemente confrontate con i confini in ogni possibile significato della parola (fisico o mentale, esterno o interno…). Ma quali sono esattamente questi confini? Come nascono? Come modellano/influenzano i nostri corpi e le nostre menti?

 

I confini ci circondano. Come esseri umani, noi stessi li costruiamo continuamente. Costruiamo confini per estendere la nostra proprietà, attaccamento e libertà, ma qual è la linea per questi confini? Non limitiamo la libertà degli altri estendendo i nostri confini? Nella poesia di Maya Angelou, l’uccello apre la gola per cantare. Il canto dell’uccello è piacevole all’orecchio umano, ma allo stesso tempo, è un segno della prigionia dell’uccello. In questa immagine, ho trovato un punto di partenza intrigante per questa performance.

 

MADXI 28 maggio 

 

ore 17.00 

Trasmissioni_Ossessioni

Incontro a cura di Danila Blasi e Roberta Nicolai

Con gli artisti del festival Marta Ciappina, Nicola Galli, Masoumeh Jalalieh, Martina La Ragione, Andrea Rampazzo, Manfredi Perego, Claudio Prati, Viola Scaglione, Ariella Vidach

in collaborazione con Teatri di Vetro

 

Tendance e Teatri di Vetro condividono, come ormai consuetudine da anni, la pratica di indagare questioni legate alla danza e alla sua trasmissione, realizzando, all’interno della propria programmazione, due appuntamenti correlati, su tematiche di comune interesse. A dare l’avvio anche quest’anno è Tendance, in modalità difforme dal solito, si intende attivare una riflessione a partire da domande aperte sulle quali convocare gli artisti, inaugurando una nuova ricerca intorno al termine ossessione, quale sintomo presente in alcune malattie psichiche che si manifesta sotto forma di idee, parole, immagini persistenti nella mente del paziente al di fuori della sua volontà. Non si tratta di considerare il/la coreografo/a un/una malato/a, quanto piuttosto interrogare la creazione artistica intorno a questioni basilari, talmente essenziali da essere spesso disattese e scomparire all’interno di ogni dibattito e narrazione: come si costruisce un linguaggio autoriale coreografico? Quali elementi compositivi e/o corporei residuali di un lavoro precedente confluiscono e vengono riprocessati all’interno delle pratiche corporee e sceniche di spettacolo in spettacolo? Quali pratiche – formative, compositive, artistiche in genere – contribuiscono alla costruzione di una propria identità autoriale? Quali sono – come artista – le tue personali ossessioni?

 

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Ore 20.45 

Danza a tratti / Ricky Bonavita Compagnia Excursus

 

Coreografia: Ricky Bonavita

Interprete: Antonio Taurino

Musica: Erik Michael Karlsson

Costumi: Daniele Amenta e Yari Molinari

Produzione: PinDoc

Con il sostegno di MiC e Regione Siciliana

 

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Ore 21.00, 21.45 e 22.45 

Touch in VR / Installazione performativa / Ariella Vidach e Claudio Prati Aiep 

 

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Ore 21.15 

This wall has no title / Martina La Ragione e Andrea Rampazzo – Zebra

PRIMA REGIONALE

 

Coreografia e performance: Martina La Ragione e Andrea Rampazzo
Live Music: Maurizio Curcio
Concept: Martina La Ragione e Valentina Buldrini 

Writing designer: Nicolò Melotti
Disegno: Ericailcane
Mentoring: Nico Grüninger

Una produzione di explore dance – Network dance for young audience, un progetto cooperativo di fabrik moves Potsdam, Fokus Tanz / Tanz und Schule e.V. München e K3 | Tanzplan Hamburg. Finanziato da TANZPAKT Stadt-Land-Bund con il sostegno del Commissario del Governo Federale Tedesco per la Cultura e i Media, il Ministero della Cultura e dei Media della Città Libera e Anseatica di Amburgo, il Dipartimento Comunale delle Arti e della Cultura di Monaco e il BLZT, finanziato dal Ministero Bavarese per le Arti e l’Istruzione, nonché dalla città di Potsdam e il ministero della scienza, della ricerca e della cultura dello stato federale del Brandeburgo. Con il supporto di h(abita)t – Rete di Spazi per la Danza / Sementerie artistiche e il sostegno di Associazione Culturale Zebra.

This wall has no title è una performance che mira ad essere il più vicino possibile ad un “lavoro di strada” e utilizza il muro come matrice creativa, come superficie, come punto di appoggio, come specchio, come limite, come contenitore dai molteplici significati. Il muro abitato dai corpi genera molteplici suggestioni, come finestre o scorci che si aprono su situazioni differenti da osservare, interrogare e mettere in discussione. Il lavoro si ispira alle opere di Banksy, Blu ed Ericailcane e i performer, in dialogo con il musicista Maurizio Curcio, le traducono in movimento e suono, oscillando giocosamente tra diverse qualità e immagini, esplorando un corpo ibrido alla costante ricerca di una nuova identità. Suscitando curiosità e domande sui temi dell’identità e della trasformazione, la performance interagisce con il pubblico che è libero di specchiarsi, avvicinarsi o perdersi nei confini tra spettatore e performer.

 

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Ore 22.00 

Small living space / Antonio Taurino E-motion

Coreografia e interpretazione: Antonio Taurino 

Musica: Antonio Vivaldi 

Produzione: GRUPPO e-MOTION, 

con il contributo del MiC, della Regione Abruzzo, del Comune dell’Aquila e Operazione RESTART Creazione selezionata alla Vetrina 2022 del Network Anticorpi XL 

 

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Ore 22.15 

SISTA site-specific/ Simona Bertozzi – Balletto Teatro di Torino

PRIMA REGIONALE

 

Coreografia: Simona Bertozzi

Danzatrici: Marta Ciappina e Viola Scaglione

Musica: The Slits, Francesco Giomi, Jason Sharp

Light design: Simona Gallo

Editing voce: Roberto Passuti

Costumi: Born to be Reborn Lab

Parole: Marta Ciappina e Viola Scaglione

Con il supporto di Lavanderia a Vapore, Collegno (TO)

Progetto realizzato in prima fase con MilanOltre Festival

 

Quando Marta e Viola mi hanno chiesto di creare un duetto per loro ho subito compreso che il mio sguardo doveva posarsi sulla tessitura invisibile di una complicità a me ancora non svelata ma già densa e intrisa di alleanze nella sua produzione di mistero.

Una scia desiderante, questa la materia sulla quale ho sentito congiungersi le nostre prospettive e da cui sono partita per tracciare le tappe di pratiche e visioni, approdi e memorie, ricercando nel movimento il grado di presenza necessario, netto e poroso al contempo.

Fiducia, necessità, benessere.

Confondere il tempo, chiudere gli occhi, percepire l’origine. L’antenato.

Queste le suggestioni che hanno nutrito gli immaginari e articolato i fraseggi condivisi, le azioni solitarie e le attese, aprendo varchi tra presenza e prossimità, tra ciò che emerge e ciò che non è dato vedere…

Nella sua prima forma di quadri danzati, il lavoro approda al festival MilanOltre svelando le prospettive, ancora in itinere, di due presenze diversamente vigili ma entrambe inclinate verso la necessità di ritrovarsi.

Simona Bertozzi

 

PONTINIA

 

Teatro Fellini 17 maggio 

ore 21.00 

El pueblo unido jamas serà vencido / Alessandro Bernardeschi e Mauro Paccaniella – Wooshing Machine (Belgio)

PRIMA REGIONALE

 

Di: Alessandro Bernardeschi in collaborazione con Mauro Paccagnella

Con: Lisa Gunstone, Antonio Montanile e Alessandro Bernardeschi
Concept, coreografia e messa in scena: Alessandro Bernardeschi in collaborazione con Mauro Paccagnella

Interpreti: Alessandro Bernardeschi, Antonio Montanile & Lisa Gunstone

Disegno luci e regia generale: Simon Stenmans

Musiche: Eric Ronsse in collaborazione con Alessandro Bernardeschi

Consulenza video: Stéphane Broc

Costumi: Fabienne Damiean

Sguardo esterno: Caterina Sagna; 

Produzione: Wooshing Machine

Coproduzione: Théâtre Les Tanneurs, Charleroi danse Centre Chorégraphique de la Fédération Wallonie-Bruxelles, POLE SUD – Centre de Développement Chorégraphique National – Strasbourgo Francia, Centre Chorégrahique National de Tours / Direction Thomas Lebrun et Central, Centre Culturel Régional du Centre – La Louvière

Con il sostegno della Fédération Wallonie-Bruxelles, di Wallonie Bruxelles International & WBT/D 

 

El Pueblo Unido Jamás Será Vencido è uno spettacolo di minoranza, nei tempi bui che vivono l’Europa e il mondo, che vuole rendere omaggio ai tanti che han creduto nell’idea o nella possibilità di un mondo migliore. Per molto tempo questa canzone ha risuonato nelle nostre teste di adolescenti italiani e, come un fiume carsico, la memoria ci ha restituito immagini, suoni, canzoni e gesti di quegli anni. Lo spettacolo, con leggerezza e serietà al tempo stesso, parla della società di oggi attraversata da cambiamenti socio-economici domandandosi quale eco abbiano gli ideali di ieri, senza volerne fare un manifesto politico.

 

“Rari sono gli artisti che sanno conciliare leggerezza e gravità come loro. E che, sotto il travestimento ostinato (a Wooshing Machine, adorano le parrucche), restano irriducibilmente, generosamente loro stessi, trasformando le loro complici presenze in una camera di risonanza per tutte e per tutti” 

Marie Beaudet, La Libre 27 aprile 2018 – A proposito di EL PUEBLO

 

Teatro Fellini 18 maggio 

ore 21.00 

Prometeo?/ Lorenzo Covello  – PinDoc

 

Di e con: Lorenzo Covello

Luci: Gabriele Gugliara

Musica: Stefano Grasso

Scene: Jesse Gagliardi e Lorenzo Covello

Produzione: PinDoc

Con il contributo di MiC e Regione Sicilia

Con il sostegno del bando Toscana Terra Accogliente promosso da RAT Residenze Artistiche della Toscana, in collaborazione con Teatro Metastasio di Prato, Fondazione Toscana Spettacolo e Centro di Produzione della Danza Virgilio Sieni, Armunia, CapoTrave/Kilowatt, Officine Papage, Pilar Ternera, PimOff di Milano, R.A.M.I. Residenza Artistica Multidisciplinare Ilinxarium, Teatro della Cittadella di Aosta, Spazio Franco Palermo

 

Prendendo spunto dal mito greco di Prometeo e dal significato del suo nome, “colui che sa prima”, si affronta il tema della scelta e l’illusione del controllo sulle conseguenze delle decisioni che prendiamo.

Così Prometeo non sapeva forse le reali conseguenze del suo gesto, che ha portato all’uomo sviluppo e ricchezza, ma con all’interno il seme della rovina sul cui bordo ci troviamo oggi come specie umana.

Attraverso il racconto di questo legame, che porta un titano a sentirsi umano e una umanità a pensarsi divina, porre lo sguardo sulla fragilità e sull’effimero del nostro esistere. Un viaggio magico e surreale attraverso il corpo che diventa parola e la parola che diventa corpo, attraverso la manipolazione degli oggetti e dello spazio con creazioni di scenografia che raccontano e ingannano.

 

Teatro Fellini 19 maggio 

 

ore 15.00 

Scrivere la danza

incontro a cura di Danila Blasi e Graziano Graziani 

intervengono Gisella Blanco, Ginevra Lamberti, Walter Porcedda, Carmelo Zapparrata

 

Il teatro e la danza soffrono di una sorta di autoreferenzialità quando parlano di loro stessi, che li relega ai margini del dibattito culturale. Il racconto della scena, sui giornali, è quasi sempre un racconto di “spettacolo”, fatto di anticipazioni e recensioni, quasi mai un approfondimento intellettuale che possa essere letto per capire il nostro presente, come avviene invece per gli articoli che parlano di libri o di cinema. La colpa è in parte del disinteresse dei media per la scena contemporanea ma, in parte, anche dell’abitudine di danza e teatro nell’usare un linguaggio per iniziati. Abbiamo deciso così di invitare due scrittrici – Gisella Blanco e Ginevra lamberti – digiune di danza, a seguire due giornate del festival, del 17 e 18 maggio, e raccontarle con il loro linguaggio, per poi mettere i risultati a confronto con la lingua della critica specialistica – Walter Porcedda e Carmelo Zapparrata – durante un incontro aperto al pubblico il 19 maggio al Teatro Fellini di Pontinia. L’obiettivo è quello di capire, dal confronto con sguardi curiosi e penne attente, se i linguaggi si possano ibridare per rendere il racconto della danza accessibile anche a chi non conosce ancora i linguaggi, senza per questo perdere di intensità. A Graziano Graziani sarà affidato il compito di estrarre un lemmario dalla discussione, isolare le parole più luminose e quelle più oscure, tra quelle usate da critici e scrittori, e di rimetterle al centro della discussione, per fare un’analisi condivisa del linguaggio che usiamo.

 

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ore 21.00 

Doppelgänger – chi incontra il suo doppio, muore / Michele Abbondanza, Antonella Bertoni, Maurizio LupinelliCompagnia Abbondanza/Bertoni – Nerval Teatro

In collaborazione con ATCL

 

Uno spettacolo di: Michele Abbondanza, Antonella Bertoni, Maurizio Lupinelli

Con: Francesco Mastrocinque e Filippo Porro

Disegno luci: Andrea Gentili 

Direzione tecnica: Claudio Modugno 

Elaborazioni musicali       : Orlando Cainelli

Organizzazione, strategia e sviluppo: Dalia Macii

Amministrazione e coordinamento:  Francesca leonelli

Ufficio stampa: Susanna Caldonazzi

Comunicazione: Francesca Venezia

Fotografia: Tobia Abbondanza

Produzione: Compagnia Abbondanza/Bertoni, Armunia/Festival Inequilibrio, Nerval Teatro

con il sostegno di MiC – direzione generale per lo spettacolo dal vivo     , Regione Toscana, Provincia Autonoma di Trento – Servizio Attività  Culturali      , Comune di Rovereto – Assessorato alla Cultura

 

Il doppio, la dualità come differenza, l’opposto che dà origine al mistero: questo lavoro parla e dà forma soprattutto all’incontro tra i corpi dei due interpreti, Francesco Mastrocinque, attore con disabilità, appartenente all’esperienza del Laboratorio Permanente di Nerval Teatro e Filippo Porro, danzatore. Fin dai primi giorni abbiamo cercato di cogliere nello sguardo dei due interpreti, soprattutto un riconoscersi e attraverso questa reciproca ri-conoscenza, restare in ascolto di questa loro fase germinale. È seguito poi, diremmo in maniera naturale e quasi esclusivamente autogestito da loro stessi, uno sviluppo simbiotico dell’azione fino ad arrivare alla solitudine e al groviglio di arti e luce, di suoni e silenzi; il tutto attraverso un processo di relazione quasi esclusivamente somatico. Un ossimoro in danza, un tentativo di svelare, tra sapiente ignoranza e disarmonica bellezza, il doppio viso della sfinge: due corpi diversi che cercano sulla scena l’origine della possibilità di esistere, una dirompente vitalità e un candore disarmante, attraverso l’astrazione della realtà che diventa visione. 

 

SEZZE

 

Spazio_MAT dal 15 al 21 maggio

Residenza artistica del progetto Scrolling di Francesca Santamaria Codeduomo

 

Spazio_MAT 17 maggio 

dalle ore 18.00 alle ore 20.00 

Laboratorio con esito performativo / Francesca SantamariaCodeduomo 

 

Spazio_MAT 20 maggio 

Ore 19.30 Scrolling (primo studio) / Francesca Santamaria Codeduomo 

ANTEPRIMA

 

Di e con: Francesca Santamaria

Sound design: Ramingo (Juan Claudio Averoff Rico)

Produzione: CodedUomo

Coproduzione: Ass. Cult. Rosa Shocking

Sviluppato all’interno di Incubatore per futuri coreografi C.IM.D. con il sostegno del MIC

 

SCROLLING è un lavoro che si interroga sulla relazione complessa che c’è tra il racconto della danza contemporanea e la danza stessa. I saggi, le conferenze, gli scritti critici narrano l’arte coreutica trasformando il movimento in un linguaggio altro, la parola. L’autrice gioca con i concetti teorici rendendoli partitura ritmica e, allo stesso tempo, in un processo inverso a quello consueto che va dalla scena al commento, lavora fisicamente indagando le possibilità di interazione tra testo e movimento.

 

Spazio_MAT dal 22 al 28 maggio

Residenza artistica del progetto Negabsence / Arianna Berton Zerogrammi 

 

Spazio_MAT 24 maggio 

dalle ore 18.00 alle ore 20.00 

Laboratorio con esito performativo / Arianna Berton Zerogrammi

 

Spazio_MAT 27 maggio 

Ore 19.30 

Negabsence / Arianna Berton Zerogrammi

ANTEPRIMA

 

Musiche d’autore: Olafur Arnalds,Nils Frahm\ Vincenzo Lamagna

Coreografie di: Arianna Berton

Aiuto nella drammaturgia di: Enrico Pastore

Sostegno di: Cortoindanza di Simonetta Pusceddu – Festival Tendance

Produzione di: Zerogrammi

 

Spazio Vuoto. Spazio negativo. Ho voluto dedicare la mia ricerca artistica in quello che è lo spazio vuoto fuori dal corpo, nel corpo e attraverso il corpo. Considerandolo nella sua forma fisica e nella sua forma emozionale (il vuoto emotivo). Nasce da una profonda auto-analisi fatta in un momento di “abbandono” e un momentaneo interesse verso la fisica e la chimica. Materie che hanno portato innovazione nella ricerca del puro movimento, della sua articolazione e della sua finalità. Una qualità di movimento che inizialmente viene eseguita solo con la parte superiore del corpo. Che scopre gli spazi vuoti creati dal corpo stesso. Che include l’idea di attrazione, repulsione, circolarità e spiralità. Un pezzo di “azioni vuote” che racconta di vuoti emotivi, che racconta di forti presenze che sono diventate poi assenze.

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