Il 28 giugno del 1841, una giovane ballerina si sta recando al Théâtre de l’Académie Royale de Musique di Parigi nel giorno del suo 22esimo compleanno. Non sa che quel giorno sarà destinato a cambiare non solo la sua vita, ma la storia della danza.
Stiamo parlando di Carlotta Grisi e del suo debutto come Giselle. L’opera, destinata a diventare un classico della danza, fu ideata da Théophile Gautier, che, ispirato dalla leggenda delle Villi, ninfe della tradizione slava, immaginò proprio Carlotta Grisi a rivestire questo ruolo. La giovane ballerina, con la sua proverbiale grazia e la sua leggerezza sulle punte, sarebbe stata perfetta per il ruolo tragico e spettrale di Giselle. Grisi apparteneva alla generazione di ballerine che contribuirono a consolidare l’uso delle punte come elemento espressivo del balletto romantico. A musicare il libretto, scritto a quattro mani assieme a Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges, fu Adolphe-Charles Adam. Jules Perrot, Maestro e amante della ballerina ormai da anni, curò in prima persona le coreografie della protagonista, anche se sui manifesti dell’epoca figurò solamente il nome di Jean Coralli, che si occupò di allestire il resto dello spettacolo.
La sua interpretazione di Giselle consacrò Carlotta Grisi come una delle più grandi ballerine ottocentesche, grazie alla sua capacità di esprimere emozioni attraverso il movimento, senza mai rinunciare alla ricerca della perfezione tecnica, e alla capacità di interpretare ruoli molto diversi tra di loro. Il ruolo di Giselle richiede una straordinaria capacità interpretativa: nel primo atto la protagonista deve essere una giovane ragazza fragile e innamorata, mentre nel secondo diventa un essere spettrale, sospeso tra il mondo umano e quello soprannaturale.
La storia racconta di Giselle, una giovane contadina innamorata del principe Albrecht, che si presenta a lei sotto false spoglie. Quando scopre il suo inganno e il suo fidanzamento con un’altra donna, Giselle perde la ragione e muore per il dolore. Nel secondo atto entra nel mondo soprannaturale delle Villi, spiriti di giovani donne tradite morte prima delle nozze. Esse perseguitano Albrecht spinte dalla sete di vendetta. Tentano di incatenarlo nell’incantesimo di una danza mortale, ma l’amore di Giselle, capace di perdonare nonostante il dolore subito, riuscirà a spezzare l’incantesimo e a liberare l’anima della fanciulla.
A oltre 180 anni dal debutto, Giselle continua a essere uno dei balletti più rappresentati al mondo, un’opera capace di unire tecnica, teatro e poesia e di raccontare ancora oggi la fragilità e la forza dei sentimenti umani.
