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9 ottobre: si festeggia la Giornata Mondiale dei Pianisti per la Danza

Questo 9 ottobre anche lo staff di IoDanzo si unisce ai festeggiamenti per la Giornata Mondiale dei Pianisti per la Danza. Una ricorrenza istituita nel 2024 dal pianista e compositore italiano, Massimiliano Greco, responsabile del dipartimento musicale dell’Acadèmie Princesse Grace e dei Ballets de Monte-Carlo. La giornata nasce con l’obiettivo di celebrare e dare visibilità a una figura che troppo spesso resta nell’ombra, pur svolgendo un ruolo fondamentale nel mondo della danza. Nelle sale di prova, durante le lezioni, dietro le quinte, alle audizioni e ai concorsi, il pianista per la danza accompagna quotidianamente il lavoro di ballerini, coreografi e insegnanti.

La scelta della data non è casuale, poiché proprio il 9 ottobre ricorre l’anniversario della nascita del pianista russo Alexander Siloti (1863–1945), figura pionieristica nel rapporto tra pianoforte e danza. Siloti fu autore di numerose trascrizioni per pianoforte di celebri composizioni, tra cui La bella addormentata di Pëtr Il’ič Čajkovskij, realizzata su richiesta del compositore. Il suo lavoro rappresenta uno dei primi importanti esempi di incontro tra il pianismo di alto livello e il mondo del balletto.

La Giornata Mondiale dei Pianisti per la Danza è arrivata quest’anno alla sua terza edizione e vuole proprio riportare l’attenzione sull’importanza artistica e professionale di questi musicisti, celebrandone la sensibilità, la preparazione e la capacità di instaurare un dialogo costante con il corpo del danzatore.

Per comprendere ancora di più l’importanza di questa ricorrenza, vogliamo rispondere a una domanda che viene spesso posta soprattutto dai non addetti ai lavori.

Perché durante una prova o una lezione di danza il pianista deve suonare dal vivo?

Non basterebbe semplicemente utilizzare una musica registrata?

La risposta è no. E per capirne il motivo bisogna innanzitutto comprendere che, per un ballerino, la musica è uno strumento di lavoro.

Il lavoro del pianista accompagnatore è ben diverso da quello del pianista performer che si esibisce sul palcoscenico. Egli non suona per una platea buia e silente, bensì osserva i danzatori, le loro reazioni e il loro movimento, e così modula sensibilità e intensità della propria esecuzione in relazione a ciò che sta accadendo in quel momento nella sala. Non si limita a fornire un sottofondo musicale: attraverso ritmo, fraseggio, dinamica ed energia, dialoga con la coreografia, sostiene il lavoro del danzatore e contribuisce alla sua preparazione tecnica e artistica. È una figura che fa da vero e proprio ponte tra musica e movimento, adattandosi alle esigenze di chi danza e partecipando attivamente al processo di costruzione della performance.

Ed è proprio per questo che una giornata dedicata a questa figura, spesso invisibile al pubblico, è anche un’occasione per ricordare quanto la danza sia il risultato di un lavoro collettivo, fatto di corpi, musica, ascolto e professionalità diverse.

Per sapere di più sulla Giornata Mondiale dei Pianisti per la Danza e sul lavoro di Massimiliano Greco: https://www.worldballetpianistsday.com/

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