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Debutta in prima assoluta a Fonderia di Reggio Emilia il 15 ottobre alle ore 20:30 Posso solo credere a una dea che danza: memorie del Novecento che la giovane autrice Marianna Basso firma per Stazione Utopia di Firenze.
Da una idea di Luca Scarlini
Una favola danzata a partire da Mine-Haha di Frank Wedekind
e dalle danze di Charlotte Bara, Anita Berber, Clotilde von Derp, Anieka Leggett, Mary Wigman

La creazione che vede in scena Luca Scarlini, autore del racconto, e le danzatrici Vitapia Motta, Linda Pasquini e la stessa coreografa Marianna Basso, ideatrice anche di scene e costumi, si avvale delle musiche di Spartaco Cortesi e della mise en espace di Saverio Cona. La produzione è di Stazione Utopia, realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, in collaborazione con CCN/Aterballetto.

Frank Wedekind, maestro del grottesco a teatro, esponente di una visione assai grottesca del reale che ha portato all’Espressionismo, ha scritto nel 1900 un racconto perfetto, Mine- Haha, che parla di una scuola di danza, in cui giungono bambine e bambini che saranno portati a una perfezione tecnica ineguagliabile. Un luogo di perfezione, quindi, che è anche una spietata macchina di prigionia. A questa favola nera si è ispirato Dario Argento per Suspiria, che proponeva una Tanzakademie a Friburgo, dove accadevano tutte le cose più nere. Luca Scarlini racconta questa favola storta insieme alla rivoluzione della danza che all’inizio del 900 è stata portata da una serie di danzatrici straordinarie, tra cui Charlotte Bara, Anita Berber, Clotilde von Derp, Anieka Leggett, Mary Wigman che tra Stati Uniti e Europa ne rinnovarono per sempre il lessico.  Spesso non avevano avuto un training classico, oppure attraversavano altre arti ma come danzatrici – coreografe divennero figure centrali nella cultura del secolo passato. In questo lavoro Marianna Basso non riproduce coreografie celebri, ma rivisita con una visione personale i territori dell’immaginazione coreografica che hanno cambiato radicalmente il Novecento. Un’eredità di donne ribelli, come la narratrice di Mine – Haha di Wedekind, che fugge dalla scuola-carcere per affermare sé stessa, e trovare il proprio destino, lontana dai continui esercizi che avevano segnato la sua esistenza, dal primo momento in cui aveva memoria. Proprio come le danzatrici di inizio ‘900 che avevano ispirato quel racconto di ubbidienza e ribellione che racconta esattamente le vette della danza all’inizio del secolo scorso.

Lo sporco lasciatomi sulla pelle da Mine-Haha – dichiara Marianna Basso – ha reso effettivamente molto naturale e spontaneo la ricerca sul corpo. Un corpo che dialoga con lo stomaco chiuso di noi fragili umani, un dialogo tra cielo e terra, dove regna la curiosità della scoperta e dove domandare è negato ed essere efficaci è essenziale. Amo rubare dall’umano, la necessità di amare e sentirsi amati, la tenerezza di uno sguardo e la crudeltà nel sapere che potrebbe essere l’ultimo, la potenza nel crescere ambendo al desiderio di seguire le regole, quelle giuste. Quindi lo spettatore si troverà ad assistere ad un provino, l’unica occasione per entrare in un luogo magico dove tutto ti sarà imposto e dove vi sarà “l’allieva modello” in una teca stravagante, lo stereotipo conforme ad essere dato in pasto, pronto, splendente. È stata incredibilmente curiosa e dannosa la relazione che si instaura tra le due pretendenti, l’allieva nella teca e l’artefice di tutto ciò, un personaggio arguto ed insolito, che avrà sicuramente qualcosa da dirvi.

Posso solo credere a una dea che danza: memorie del Novecento

Una favola danzata a partire da Mine-Haha di Frank Wedekind
e dalle danze di Charlotte Bara, Anita Berber, Clotilde von Derp, Aniek Leggett, Mary Wigman
coreografia Marianna Basso
narrazione Luca Scarlini
con Marianna Basso, Vitapia Motta, Linda Pasquini
musiche Spartaco Cortesi
scene e costumi da un’idea di Marianna Basso
mise en espace Saverio Cona
produzione: Stazione Utopia a cura di Aldo Nolli

Premiere: 15 ottobre ore 20,30
Fonderia, via della Costituzione 39, Reggio Emilia
durata 50 minuti

info: 0522 273011 www.fndaterballetto.it

Prossime repliche: Festival Nutida 2027 Scandicci (Firenze)

Foto di Aldo Nolli

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