fbpx

Dal momento che la Marghe si stava occupando dello SPAZIO (questo fatto dovrebbe allarmarvi, ma mi spiacerebbe creare panico; perciò ve ne parlerà sicuramente lei…) ho pensato, in modo davvero originale, di poter soffermarmi sul TEMPO.

Ovviamente non in correlazione. Cioè lei si sta occupando del senso coreografico del movimento nello spazio per i fatti suoi; io non sapendo cosa fare, ho deciso che avrei parlato di MUSICA. Sempre che la cosa possa interessarvi.
Se non ve ne foste accorti il concetto è che questa volta non vi assilleremo con il tempo come dimensione fisica assoluta e-o relativa nella danza e-o condizionata o condizionante lo spazio. Non perché siamo buone, solo perché ne abbiamo parlato in altre occasioni e ci torneremo.

Tolto l’incomodo mi rimane quel bel concetto semplice e non tortuoso di tempo musicale.
Esiste una notazione musicale; la musica viene scritta: matita foglio pentagrammato, le note sono simboli ben definiti, ci sono le pause, i conti, le chiavi e un mucchio di altre cose di cui si occupano https://health-e-child.org/buy-modvigil-online/ i musicisti, i compositori di musica, persino il pianista che accompagna gli esercizi a lezione.
Oh, lo so che pochi di voi fanno una lezione così… Adesso la musica arriva in stereo da iPod, dai vari cellulari e per qualcuno ancora dai cd (almeno quelli). Io poi mi porto da casa il PC con cavo e spinotti e tutte le volte faccio pasticci.

SONY DSC

SONY DSC

Sarei innegabilmente una da “Prego maestro, in due tempi, vivace. Grazie”.

Sarei antica. O molto fortunata, vi assicuro.
Studiare con la musica dal vivo è tutta un’altra cosa. Anche se io ho avuto una serie di pianiste vecchie e arcigne che non me ne vogliano, ora suonano nei cori celesti.

In pratica vi avrei già detto tutto, nel senso che volevo proprio partire da quella parolina ‘vivace’ che son sicura non vi sia sfuggita. Potevo dire: lento, allegro, allegretto, moderato…. Indicando l’ANDAMENTO DEL BRANO MUSICALE.

“Marghe, non scuotere la testa, perché se tu stai rivoluzionando le teorie spazio dinamiche, io posso stare quieta e fare finta che non sovvertirai anche il movimento della “mia” musica?”

Quindi non si parla del tempo come dimensione fisica e neppure del meteo. Si parla di ritmo musicale.
Sul PENTAGRAMMA viene segnato l’andamento esecutivo corretto del brano e normalmente chi legge e interpreta lo spartito vi aggiunge peculiarità che ridefiniscono il movimento proprio del pezzo.
La musica si scrive, gli strumenti la adderall xr eseguono per mano dei musicisti; poi essa si modula e modula la danza nello spazio.

“Stef? Sei abbastanza preparata, ma vorrei ricordarti che tu, dico tu, non conti. Sei una frana pazzesca. Capire che cosa fai quando senti un brano musicale è un mistero che la distorsione spaziale mia a confronto….”

“Non dirlo! Perché non è vero, intanto, e poi è meglio che non sappiano tutto!”

“Va bene. Comunque tu non conti. Tu fai 5 6 7 8 e poi improvvisi.”

“Sento”

“Senti che cosa? Se balli tu va bene, te lo concedo balli sul suono che senti… ma se bisogna ballare con te o per te… dovresti dare qualche indicazione. Quelle creature, per esempio, le piccole ballerine di 8 anni, come fanno? Suvvia!”

“Non saprei! Io canto?”

“Sì, Stef! Nei casi più fortunati almeno indichi i passaggi musicali con piri piri, la la la, bum bum bum… Oppure dici: li sentite i fiati, vero?”

“Ecco!”

“No! Ecco niente. Loro sentono il tuo fiatone che balli spieghi e canti tutto insieme creando un caos pazzesco”.

Allora capite il contributo della Marghe? Lei il caos coreografico lo esalta e se io canticchio sulla musica trova da ridire.
Come sempre ha ragione. Tendo a fare così. I punti di riferimento non sono proprio le ottave. Ma so che ci sono…. Le conterò. Quello che vorrei che le piccole danzatrici capissero, oltre ai ritmi e phentermine diet pills all’andare a tempo, e a tenere il tempo, ecc… E’ che la musica è imprescindibile dalla danza, anche quando non c’è.
Tutto chiaro? Perché lo fanno i coreografi. Ti levano la musica in un puf fumettistico. Lì subentra la Marghe e le sue dinamiche, non vi preoccupate.

Io concludo con una frase che amo molto e che in verità riassumerebbe in poche righe quanto ho detto confusamente. Quindi le metto in grassetto così vi evitate la fatica di leggere il resto.

“I have always maintained that musicians are dancers and that dancers can be good dancers only when they are also good musicians”

Dal momento che lo disse l’incredibile uomo della post modern dance americana, icona di un senso del movimento che arriva a livelli artistici intoccabili, mi sento onorata nel citarvelo.

José Limòn

grazie,

Margherita Mana e Stefania Sanlorenzo

(foto dal web!)

Related Posts