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Danza contemporanea d’Oltreoceano: qualcosa di curioso da scoprire, ‘Show Me’

Per dieci giorni tra Luglio e Agosto si svolge nella cornice delle Montagne Rocciose del Colorado, il Vail International Dance Festival, che rappresenta sicuramente un momento di grande ricercatezza per i brani coreografici, le performance danzate e le molte premières proposte in scena.

Anche per l’estate 2015 si è svolto il tradizionale evento.
Io mi soffermo su di un brano nuovo del coreografo contemporaneo Matthew Neenan, co-fondatore del BalletX, Compagnia di Philadelphia, USA.
La loro esibizione risale al 6 agosto 2015, adesso sono tornati “a casa” per altri spettacoli previsti inizialmente al Joyce Theater.

Nel link troverete un estratto del lavoro di Neenan, Show Me, a partire dalle prove.

Si tratta di una piccola curiosità per chi segue la danza contemporanea, e di una mia linea di pensiero che lega il fluire delle creazioni coreografiche “contemporanee” alle idee effettive, alla capacità espressiva, alla ricchezza e originalità creativa del coreografo.

Teniamo presente che il brano viene eseguito su musiche dal vivo dal quartetto Brooklyn Rider, e vuole 8 danzatori in scena con eccellenze dall’ABT (Isabella Boylston) e dal NYCB (Zachary Catazaro).

Il balletto ha ricevuto il giusto plauso del pubblico della manifestazione; sicuramente la bellezza delle due stelle americane, in un virtuosismo molto lirico, era da apprezzare. Tuttavia è il brano nel suo insieme a giocare il ruolo vincente, in questo “tocco di astrattismo” che regala un senso sciolto delle danze, un curioso variare dalle più conosciute coppie, a quartetti, per esempio, che si impreziosiscono di vitalità e suspance.
Siamo abituati ormai ai contrasti: donna-donna, uomo-uomo, allontanandoci dal duetto classico. Qui gli scambi sono la chiave di lettura: 3 uomini e una donna o viceversa, con fantasia e spirito.

Tra l’altro trovo sempre interessante il momento delle “prove”, dove il lavoro intorno al coreografo raggiunge punte di intensa partecipazione collettiva.

ph. by Erin Baiano

Stefania Sanlorenzo

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