Akeeba Backup for WordPress requires PHP 7.2.0 or later but your server only has PHP 7.1.11. BELLEZZA O INASPETTATAMENTE BELLO? Marghe&Stef | IoDanzo - Portale indipendente sul mondo della danza

Il bello e lo ‘spalatore di nuvole’

Quando una parte importante del tuo mondo è fatta di arte visiva, ciò che incontri è l’INASPETTATO. Cerchi magari qualcosa di specifico, ma non puoi sapere che cosa troverai veramente.
Potrebbe trattarsi, ad esempio, di uno degli slanci che animano la passione per la DANZA, che coinvolge la mia vita da circa 40 anni (il circa è per alleggerire l’impatto psico-temporale, ma matematicamente non ha nessuna ragione d’essere).
Senza girarci troppo intorno: nella danza “il brutto” in sé non assume un valore artistico, magari brutto è cattivo, magari grottesco…. ma si tratta di un artificio scenico.  La danza è legata alla bellezza.  Ora bisognerebbe anche definire che la bellezza ha dei  canoni variabili, qualcosa di imperscrutabile, ma che il tempo, la moda, il sentire modificano nella sensibilità dei più, permettendoci di uscire, almeno ogni tanto, da stereotipi, validi ma alla lunga noiosi. Tutto ciò che non muta con noi ‘uomo’, a mio avviso, presto o tardi viene a noia. Ora ammettiamo una postilla: un quadro non muta (tranne che si rovini, in un deterioramento di tela e colori, per esempio – invecchia la carta come l’inchiostro… Diciamo che nella sua ‘sostanza’ non cambia…), una coreografia può cambiare, perché può essere riscritta, ri-ambientata, destrutturata, ecc… La poesia e la prosa?
Difficile cambiare Dante o Manzoni o Shakespeare… ….. Tuttavia anche le parole possono cambiare, come i passi.
Soprattutto tutto può essere diverso se chi guarda, legge o ascolta lo fa in modo diverso.
Sugli spartiti musicali si fa di tutto, ma qualora si ascolti l’esecuzione tradizionale, sono sicura che LA PERCEZIONE non sia mai (o quasi mai) la stessa.
Certo se ci addentriamo in filosofiche analisi di un’estetica del “bello” allora è più facile mantenere un definito rigore; tuttavia non essendo tutti filosofi, ma magari amando guardare qualcosa che ci dia sensazioni gradevoli, possiamo benissimo pensare a ciò che ci piace; perché così facciamo felici nonne e mamme in generazioni, recuperando il proverbio “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”… Che rifilano a tutte le bambine (ai maschi meno! Oggi di più, in pareggio…) in età ingrata o decisamente bruttine (a vita! Ma perché negare la sindrome del brutto anatroccolo?).
Allora la danza ha a che fare con un CONCETTO DI BELLEZZA rigoroso? Sì! Assoluto? Non saprei… Nel senso che indiscutibilmente ci si fa un mazzo pazzesco per creare linee, pose, salti, slanci, prese, giri… Contorsionismi e spaccate… Metteteci pure del vostro eh!
Trucco, costumi e contorno perché L’APPARIRE SIA BELLO.
Eppure, sono convinta che un mucchio di volte non ho trovato bello qualcosa di compiuto, bensì ciò che si stava compiendo davanti ai miei occhi, attraverso le mie orecchie, incuneandosi fra i miei sensi.

Polunin

Polunin

Non vedo e non guardo il bello, ma voglio percepirlo. Sarà una fissazione?
A questo punto, temo di sì. E ancora una volta la danza mi viene in soccorso… Niente è più vuoto del senso estetico del bello in danza e davanti ai miei occhi di ciò che non si muove. Quando ballo mi muovo. Quando guardo danzare, vedo IL MOVIMENTO.

corpi in movimento-tre assoli al femminile

corpi in movimento-tre assoli al femminile

Io guardo quello. E posso trovarlo brutto, insopportabilmente; perfetto e magnifico, superlativo in molti casi, e bellissimo, veramente bello, in tanti altri particolari.
Adesso siamo invasi dalle  immagini  ed è indiscutibile che ci siano scatti di soggetti belli, eleganti, armonici, proporzionati, tecnicamente perfetti, fisicamente scolpiti. Così come esistono però scatti bellissimi… Lo SCATTO FOTOGRAFICO è ciò che crea l’emozione del piacere, indipendentemente da ciò che riprende o insieme a esso, perché no?! A volte è così, altre no!
Allora è questo che intendevo fin dall’inizio: cercate, ma non ciò che pensate di voler trovare, lasciate invece che sia lì la differenza, in ciò che vi viene incontro.

GLASGOW, SCOTLAND - SEPTEMBER 16: Halle Berry on set of Holywood film Cloud Atlas being filmed in Glasgow on September 16, 2011 in Glasgow, Scotland. The city council has closed off a series of streets as Glasgow prepares to double for San Francisco for a scene which will include Hale Berry and Hugo Weaving. (Photo by Jeff J Mitchell/Getty Images)

GLASGOW, SCOTLAND – SEPTEMBER 16: Halle Berry on set of Holywood film Cloud Atlas being filmed in Glasgow on September 16, 2011 in Glasgow, Scotland. The city council has closed off a series of streets as Glasgow prepares to double for San Francisco for a scene which will include Hale Berry and Hugo Weaving. (Photo by Jeff J Mitchell/Getty Images)

Ieri sera vagavo su Facebook…. avevo la TV in fermo immagine per un film che poi non ho visto, non mi piaceva e nel frattempo qualcosa era mutato.

Io cercavo immagini belle; immagini di danza e danzatori. Quando lo faccio spesso ne incontro altre, diverse e in esse trovo  un richiamo, qualcosa che mi rimanda a una percezione analoga o in contrasto con ciò che fa normalmente la danza. La chiamo ASSONANZA quando l’armonia del gioco dei riflessi prevale in maniera più o meno evidente (può essere un richiamo immediato o nascosto); uso il termine DISSONANZA, prelevandolo dal contesto musicale, per definire invece un rimando che pare in sintonia, ma non lo è. C’è un accostamento di qualcosa di molto simile, quasi indistinguibile (come due suoni), ma la cui differenza celata o palese, comunque, crea un contrasto fino a produrre persino fastidio.
Vagavo…. Amo le persone che lo fanno; quelle che lo fanno per davvero seguono un ANDAMENTO, come un filo invisibile di pensieri più o meno connessi ma non necessariamente in ordine. Comunque quel caos non è nella loro testa, è fuori da essa. Sono i loro pensieri che ricostruiranno l’ordine perduto, restituiranno il tassello mancante al posto giusto e daranno quel senso che si cercava. Come? Nell’evidenza dei fatti e attraverso la percezione degli stessi (Chi abbia letto Fred Vargas e il commissario JB Adamsberg forse può intuire quello che in parte penso: “Lo spalatore di nuvole”).
Ci sono 5 episodi in TV, per i più pigri e curiosi ( o per chi lo conoscesse già attraverso la carta stampata!)

Adamsberg (attore)

Adamsberg (attore)luomo-dei-c-azz-vargas

Vedete? Sono approdata a lui. Da tutte quelle fotografie di danza che ho salvato sul mio profilo social, sono arrivata ad ADAMSBERG senza volerlo. Almeno a livello conscio; ma nello stesso modo, sono passata (via chat) attraverso un aeroporto indefinito, così in volo radente; e sapevo che avrei preferito dover prendere un aereo piuttosto che starmene lì sul divano dei ‘social’. Perché? Perché avrei bisogno in questo momento di andare via.
Invece sono tornata al mio articolo e vi cerco qualcuna di quelle foto per chiudere il CERCHIO.
“Cerchi azzurri”, magari?

Mi è venuta in mente un’assonanza un poco particolare, in verità. La conserverò per la nostra rubrica; mentre tendo un fil rouge alla Marghe che completerà queste riflessioni libere, a modo suo, riprendendo da qui, da questo filo sottile che lascio….
grazie
Stefania Sanlorenzo

P.S.: la foto di copertina è un dipinto…. ballerina in posa (la scelta è mirata…. pensateci!)

Related Posts